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L’Horto dei semplici di Padova


Indirizzo: via Orto Botanico 15 I-35123 Padova
Telefono: +39 0498272119 Fax: +39 0498272120
E-mail: ortob@ux1.unipd.it ortob@ux1.unipd.it
Sito Web ufficiale
Cenni storici

L'Orto Botanico di Padova, con i suoi 450 anni di vita, rappresenta la più antica istituzione universitaria del genere che abbia conservato la sede originaria d'impianto e praticamente inalterata, dalla fondazione ad oggi, anche la struttura.

Si fa risalire la data di fondazione al 29 giugno 1545, giorno in cui il Consiglio dei Pregadi della Serenissima Repubblica di Venezia, accogliendo la proposta di Francesco Bonafede, titolare della cattedra di Lectura Simplicium, deliberò, con votazione pressochŠ unanime, l'istituzione in Padova di un Horto Medicinale dove coltivare, osservare, studiare e sperimentare le piante medicinali sia indigene che esotiche.

L'esigenza di una istituzione di questo tipo appare chiara se si considera che le piante rappresentavano a quel tempo gli ingredienti della maggior parte dei medicamenti e che l'impiego delle piante a fini terapeutici si basava quasi esclusivamente sui testi degli antichi autori. L'interpretazione di questi testi, a causa anche delle varie trascrizioni, era alquanto controversa e frequenti erano gli errori di identificazione delle specie descritte. Ciò comportava spesso l'impiego in medicina di piante sbagliate, prive di attività terapeutica o, peggio ancora, tossiche per il nostro organismo.

La possibilità di poter disporre di un Horto dove gli studenti di Medicina potessero ricevere anche una preparazione pratica, oltre che teorica, e si impratichissero nel riconoscimento delle droghe vegetali, consentiva anche di individuare le frequenti sofisticazioni e frodi cui erano soggetti in quel tempo i semplici vegetali, da parte dei fornitori e degli speziali.

Sorto come Horto Medicinale, ha seguito nel tempo l'evoluzione delle discipline botaniche, adeguando le collezioni alle mutate esigenze didattiche e scientifiche.

Tra i vari Prefetti che si sono succeduti nella direzione dell'Orto patavino, si annoverano personalità scientifiche di rilievo in vari settori delle discipline botaniche: il celebre medico Prospero Alpino, il florista Roberto de Visiani, il micologo Pier Andrea Saccardo, il fisiologo Giuseppe Gola

Architettura
Il progetto dell'Horto Medicinale (detto anche Horto dei Semplici) viene attribuito al dotto patrizio veneziano Daniele Barbaro, divenuto poi Patriarca di Aquileia, e a Pietro da Noale, insigne professore di Medicina all'Università di Padova. La realizzazione è opera invece del bergamasco Andrea Moroni, il cui nome è legato a numerose altre opere architettoniche padovane, tra cui il Palazzo del Bo' (sede centrale della Università), la Basilica di S. Giustina e il palazzo che attualmente è sede del Municipio.

L'Orto sorge su un'area di forma trapezoidale di circa due ettari, su un terreno un tempo di proprietà dei monaci benedettini di S. Giustina; esso è delimitato su due lati dal canale Alicorno dal quale, fino a pochi decenni fa, veniva prelevata l'acqua per l'irrigazione.

Il nucleo originario dell'Orto è rappresentato dal cosiddetto Hortus Sphaericus, di circa 85 metri di diametro, in cui è inscritto un quadrato, a sua volta suddiviso in quattro quadrati minori detti quarti, separati da due viali perpendicolari orientati secondo i punti cardinali. La forma circolare e la caratteristica ripartizione geometrica che suddivide l'area in 16 settori, è ricca di riferimenti e di simbologie cosmologiche, proprie del periodo rinascimentale. Attualmente ogni quarto, provvisto di fontana centrale, è suddiviso in circa 250 parcelle disposte secondo differenti ed eleganti geometrie.

La configurazione architettonica esterna è stata completata agli inizi del Settecento con la realizzazione dei quattro ingressi monumentali, delle cancellate in ferro battuto di raffinata fattura e della balaustra in pietra d'Istria che sovrasta il muro circolare. Appartengono allo stesso secolo la statua di Teofrasto collocata presso la porta sud e quelle di Salomone e delle Quattro Stagioni, ubicate in prossimità della vasca omonima.

Nella prima metà dell'Ottocento sono state realizzate le serre e il teatro botanico; attualmente si contano 2 serre calde e 8 serre temperate di modeste dimensioni, di cui una conserva ancora la struttura originale, con colonnine e archi in ghisa.

 

 
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